giovedì 22 novembre 2012

Il PAC vi invita alla Mostra: “Alberto Garutti Didascalia/Caption”

La Mostra intitolata “Alberto Garutti Didascalia/Caption”, che viene curata da Paola Nicolin e Hans Ulrich Obrist, è un arcipelago di più di trenta opere di varia natura dove troviamo: una serie di lavori storici, una nuova produzione concepita appositamente per il PAC, alcune riattivazioni di opere recenti e anche i modelli di progetti e mai realizzati.

L’esposizione viene attraversata da vari linguaggi che vanno dalla fotografia alla scultura, dalla scrittura all’installazione, dal disegno al suono, dal video alla pittura, dalla conversazione all’insegnamento. Il percorso espositivo va a tracciare, per la prima volta, l’evoluzione della ricerca dell’artista a partire dagli anni Settanta fino ad oggi.

Con questa mostra il PAC conferma il proprio ruolo di sede espositiva di grande prestigio e di livello internazionale – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Stefano Boeri –. La selezione accurata della produzione di un grande artista come Alberto Garutti, infatti, unita ad una curatela di alto profilo, realizza una proposta culturale di eccellenza nel panorama non solo milanese, ma internazionale”.

Sin dalla seconda metà degli anni Settanta in poi Alberto Garutti ha esplorato la dimensione narrativa oltre che  immateriale dell’opera d’arte. Durante più di trenta anni di carriera, il suo lavoro va a  testimoniare un’attenzione crescente per la relazione tra la produzione di oggetti e anche il loro relazionarsi nello spazio sociale. Autore di alcuni tra i più efficaci progetti di arte pubblica in Italia e anche in Europa, Garutti dalla fine  degli anni Settanta in poi va a rielaborare in forma autonoma e alo stesso tempo laterale la matrice concettuale e figurativa della generazione precedente.

Se l’intreccio di mercato e committenza è al centro di lavori quali il “Campionario” – con una serie di stampe digitali su fondo monocromo, che hanno avuto inizio nel 2007, nelle quali troviamo una sottile linea nera che ricama distanze e relazioni tra luoghi della città cari al potenziale collezionista - è in “Orizzonti” – che vengono dipinti su vetro in bianco e nero, realizzati dal 1987, di varie dimensioni e misure, ognuno dei quali porta il nome del suo committente – con i quali Garutti testimonia l’interesse per la sfera di relazioni sentimentali e anche professionali che formano “l’orizzonte vero della mia vita”. Dalla metà degli anni ’90 in poi, l’artista va ad affiancare al tema della relazione tra opera e committente l’interesse per la definizione di una metodologia critica nel produrre l’opera d’arte in uno spazio pubblico. Il ruolo dell’artista nella città diventa un nodo cruciale della sua pratica.

Tramite la realizzazione di lavori-manifesto come quello che è stato realizzato a Peccioli tra il 1994 e il 1997 – dove l’intervento dell’artista è stato quello di restaurare la facciata del teatro del borgo vicino a Pistoia e nell’installare una didascalia in pietra che recita “Dedicato ai ragazzi e alle ragazze che in questo piccolo teatro si innamorarono” – o come “Ai Nati Oggi” – che è stato realizzato in varie città dal 1998 al 2005, dove alcuni lampioni presenti in aree pubbliche sono stati collegati a reparti di maternità cittadini in modo che la nascita di un bambino coincidesse con l’intensificarsi della luce dei lampioni della piazza, che andava ad aumentare per poi decrescere lentamente – l’artista lavora come un antropologo, che restituisce il manufatto architettonico alla comunità, interrogando se stesso tramite lo studio degli altri.

Tutta la mostra viene attraversata da uno degli elementi che caratterizzano il lavoro dell’artista, l’uso multiforme della didascalia come modalità di diffusione delle sue opere al pubblico e come meccanismo attivatore di relazioni tra lo spettatore e i contenuti dell’opera. L’esposizione entra così in stretta relazione con “Fuoriclasse. 20 anni di arte italiana nei corsi di Alberto Garutti”, la collettiva curata da Luca Cerizza è allestita fino al 9 Dicembre 2012 alla GAM di Milano, che si trova a pochi passi dal Padiglione d’Arte Contemporanea. L’unicità dell’approccio didattico che viene sviluppato da Garutti in decenni di insegnamento nelle Accademie di Brera, di Bologna e anche all’Università IUAV di Venezia diventa  parte integrante del suo lavoro andando a configurarsi nell’esperienza viva che è in evoluzione, raccontata alla GAM tramite una selezione di lavori di 60 Artisti che hanno frequentato i suoi corsi. Le due mostre risultano così decisamente complementari e concorrono a restituire una visione completa della metodologia dello stesso artista.

Per Maggiori Informazioni: www.albertogarutti.it